Trasloco capannone: gestione volumi, mezzi e tempistiche

In un capannone il trasloco si decide con la pianta in mano, molto prima che i furgoni arrivino al portone.

Nel trasloco di capannoni industriali, artigianali e logistici vale una regola comune: non puoi fermare tutto per una settimana. Volumi, mezzi e tempi vanno quindi ragionati insieme, e qui trovi come farlo, partendo dagli errori che si pagano di più.

Stimare i volumi: l’errore che costa di più

Nei capannoni il problema non è solo quanta roba c’è, ma di che tipo. Pallet, scaffalature industriali, macchinari, attrezzature, semilavorati e materiali di consumo occupano spazi diversi e si muovono in modi diversi: un bancale non si carica come una pressa.

Se sottostimi i volumi, ti ritrovi con mezzi insufficienti, carichi mal distribuiti e giornate che si allungano. Se li sovrastimi, paghi viaggi e personale che non servivano. Per evitare entrambe le cose servono una mappa degli spazi e un elenco dei materiali.

Prima del sopralluogo prepara una pianta del capannone, anche disegnata a mano, con zone di stoccaggio, macchinari e uscite. Segna che cosa va nella nuova sede, che cosa va in deposito e che cosa va eliminato.

Il sopralluogo è gratuito e senza impegno, di persona o in videochiamata. Per un capannone conviene la visita sul posto: con la pianta davanti si definiscono carichi, sequenza di svuotamento e priorità di trasferimento.

È il metodo descritto nell’articolo su come pianificare un trasloco aziendale senza bloccare il lavoro del team, con una differenza: in un capannone la scala dei volumi amplifica ogni errore.

Mezzi e attrezzature: dipendono dal carico e dagli accessi

Per scegliere i mezzi parti dagli accessi, poi guarda il carico. Rampe di carico, piazzale di manovra, altezza dei portoni e spazio davanti al capannone decidono quali mezzi possono avvicinarsi e quanto dura ogni carico.

Noi lavoriamo con 11 furgoni di proprietà, di cubature diverse, e per un capannone stabiliamo al sopralluogo quali impiegare e in che numero.

Se un singolo pezzo, per peso o dimensioni, richiede attrezzature di sollevamento specifiche, segnalalo subito: va deciso prima di fissare la data.

Se nel capannone ci sono uffici ai piani alti, la piattaforma aerea carica e scarica dall’esterno, senza passare dalle strutture interne. Le nostre sono di proprietà, di tre tipi (grande, a traino, a cestello) e si noleggiano con operatore: i dettagli sono nella pagina sul noleggio di piattaforme per traslochi a Roma.

Controlla anche altezza utile e larghezza dei portoni del nuovo capannone: se un macchinario o una scaffalatura non passa, lo scopri il giorno del trasloco.

Fasi e tempi: come non fermare la produzione

Quasi mai puoi permetterti di fermare l’attività per più giorni. Per questo il trasloco va diviso in fasi, con un ordine deciso prima e scritto.

Parti da ciò che non serve subito: materiali di scorta, archivi, attrezzature secondarie, macchinari fermi. Poi passa alle linee operative, concentrando le attività più invasive in finestre brevi, come il fine settimana o i periodi di minor carico. Su richiesta lavoriamo anche la sera e nel fine settimana, e il trasloco può essere diviso in più giornate.

Senza una sequenza chiara i materiali finiscono sparsi, i reparti si bloccano e il personale aspetta indicazioni.

Nomina un referente per ogni reparto, con la pianta della nuova sede in mano: è lui a dire dove va ogni cosa quando arriva. Funziona come nei traslochi di uffici, solo su una scala molto più grande.

Etichetta ogni pallet, scatola e macchinario con il reparto e la zona di arrivo, e lascia una copia dell’elenco nel nuovo capannone: chi scarica deve sapere subito dove posare ogni cosa.

Macchinari, scaffalature e impianti

Prima di smontare qualsiasi cosa, fotografa le linee così come sono: posizioni, collegamenti, distanze. Le foto servono a rimontare nello stesso ordine e a capire che cosa va fermato, scollegato e ricollegato.

Gli allacci di corrente, aria compressa e gas vanno scollegati e ricollegati da tecnici qualificati. Fissa la loro data insieme a quella del trasloco, perché il tempo di fermo dipende anche da loro.

Anche le scaffalature industriali vanno pianificate: chi le ha installate, o il costruttore, sa come si smontano e si rimontano, quindi coinvolgilo prima. Numera montanti e ripiani e tieni la minuteria in sacchetti etichettati, uno per campata.

Controlla infine che il pavimento della nuova sede possa reggere i macchinari più pesanti e che il percorso fino alla loro posizione sia libero da gradini e restringimenti.

Se il nuovo capannone non è pronto: il deposito temporaneo

Succede spesso: lavori in corso, impianti da completare o una disposizione degli spazi ancora da definire, e il nuovo capannone non può ricevere tutto subito.

In quel caso puoi appoggiarti al nostro deposito mobili a Roma. È di proprietà, nella nostra sede di via Taparelli, con videosorveglianza Verisure attiva 24 ore su 24 e un guardiano presente giorno e notte. Portiamo noi i beni in deposito e li riconsegniamo quando servono; la durata è libera e per entrare serve un appuntamento.

I volumi di un capannone possono essere importanti: al sopralluogo vediamo con te che cosa conviene portare in deposito e che cosa no.

Per chi trasloca con noi il primo mese di deposito è gratuito.

Che cosa fare di ciò che non ti serve più

Il trasloco è l’occasione per svuotare. Prima di caricare, separa ciò che ha ancora valore da ciò che va eliminato: meno volumi significa meno viaggi e meno ore di lavoro.

Per mobili ed elettrodomestici da buttare c’è il nostro servizio di smaltimento mobili a Roma, che li porta in discariche autorizzate. Scarti di lavorazione e rifiuti speciali seguono invece regole proprie: informati con chi li gestisce per la tua attività.

Prima di riconsegnare il vecchio capannone, passa con il proprietario a controllare che sia libero in ogni angolo e fotografa lo stato dei locali: ti tutela se in seguito emergono contestazioni.

Percorsi, accessi e suolo pubblico nell’area di Roma

Dal Grande Raccordo Anulare si raggiungono tutte le consolari: guarda quale asse serve il tuo capannone e studia il percorso dei mezzi insieme agli orari di carico. Il traffico pesa sul numero di viaggi che riesci a fare in una giornata.

Se il capannone è in un’area industriale o in un comprensorio, chiedi al gestore se esistono regole su accessi e orari di carico e scarico. Con una risposta scritta eviti sorprese il giorno del trasloco.

Se per caricare devi fermare a lungo il furgone o posizionare una piattaforma su strada, serve l’occupazione temporanea di suolo pubblico. Si chiede al Municipio competente per quella via, con alcuni giorni di anticipo, e i cartelli di divieto di sosta temporaneo vanno esposti almeno 48 ore prima.

La pratica la seguiamo noi.

Per un ripasso finale, prima di fissare la data, leggi anche l’articolo sugli errori che costano caro nel trasloco di un’azienda e su come evitarli.

Dal sopralluogo al preventivo: che cosa serve per partire

Per un preventivo preciso ci servono pochi dati: indirizzo, superficie e altezza utile del capannone, tipo di merce e di macchinari, presenza di rampe o di uffici ai piani alti, data entro cui devi liberare la vecchia sede. Se ce l’hai, allega la pianta.

Il preventivo è scritto, dettagliato e gratuito, e il sopralluogo non ti impegna a nulla. Se la data è già fissata, chiedi il preventivo per il trasloco del tuo capannone e indicala da subito.

Author: David Toma

David Toma è il titolare e fondatore di Traslocare Roma, ditta di traslochi con sede in via Mario Taparelli 160 a Roma. Ha avviato l’attività come ditta individuale, poi diventata s.r.l., e da oltre 15 anni organizza traslochi di abitazioni, uffici e negozi a Roma e provincia.

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